Accanto al ponte di Rába, e alla Via dell’Ambra, vicino al fiume, nella città vecchia, sta la chiesa di Santa Elisabetta. Il vecchio edificio precedente é stato costruito nei tempi della devastanzione dei Tartari, nel 1244, già stava una chiesa. János Ellerbach l’ha fatto trasformare secondo le caratteristiche dell’epoca gotica. I protestanti usarono la chiesa nel periodo della difusione della Riforma, dal 1590 fino a 1643. Il patrono della chiesa dal 1604 è la famiglia di Batthyány, nel 1731 il conte palatino Nádor Batthyány l’ha fatto trasformare secondo le caratteristiche dell’epoca barocca, e in quella occasione é stato messo lo stemma della famiglia Batthyány – Kinsky sull’altare maggiore.
La forma originale gotica della chiesa d’oggi la si vede bene del santuario angolare contrafforti, delle finestre ogivali che ci sono tra le contrafforti ogivali. Lo spazio interno della chiesa é diviso in due parti: una navata ampia ed un santuario piú stretto. L’altare maggiore é a colonne, riccamente dorato e decorato con le statue. Raffigura la patrona della chiesa, Santa Elisabetta della casa degli Arpad. Ai due lati della pala d’altare ci sono le statue di Santa Teresa d’Avia e Santa Caterina da Siena. Sopra dell’altare si vede San Giovanni Battista, in mano con la croce. Nell’oratorio della chiesa si puó visitare l’esposizione permanente della vita del dottore László Batthyány-Strattman che riceve il suo diploma del medico nel 1900. In seguito alla prima guerra mondiale, Lei ha fondato l’ospedale piú moderno dell’epoca tra i muri del castello di Körmend. Ha curato cinquemila malati all’anno, ed ha fatto migliaia di operazioni oculistiche. Forniva le spese di viaggio, occhiali e medicine ai poveri uscenti dall’ospedale. Morì nel 1931, nel 2003 il Santo Padre ha beatificato Ladislao Batthány-Strattmann, “il medico dei poveri”. Si inalzarono la statua dei Santo Stefano e Beato Gizella davanti alla chiesa, nel 2001, opere di Màrta Lesenyei.