Signora: Benvenuto al castello antico della nostra famiglia! I miei genitori, il conte Péter Szapáry e la contessa Júlia Csáki l’hanno fatto costruire nel 1760. Se mi ricordo bene, é stato ristrutturato negli anni 1820, negli anni dopo il mio matrimonio con il conte Károly Andrássy, e lí che ha preso le caratteristiche del classicismo. Nella seconda metá del XIX. secolo l’hanno trasformato in stile storicizzante. É stata la dote per il mio matrimonio, e cosí é arrivato in posseso alla famiglia Andrássy.
Signore: Suo marito, il conte Károly Andrássy era anche deputato parlamentare; dal Vostro felice matrimonio avete avuto quattro figli: Kornélia, Manó, Gyula és Aladár. Mi ricordo di esser stato orgoglioso di sapere che Gyula Andrássy era diventato il primo ministro del Regno d’Ungheria.
Signora: Sí. Mi ricordo esattamente che lui prendeva d’esempio il conte István Széchenyi che ha avuto anche l’occasione di conoscere durante la regolazione del fiume Tibisco.
Signore: Lui era anche l’ufficiale d’ordinanza di Artúr Görgey durante la guerra d’indipendenza, successivamente diventato il colonello dei militi. Nel 1850, durante la sua assenza, é stato condannato a morte, per il ruolo ricoperto durante la guerra d’indipendenza, é stato simbolicamente impiccato.
Signora: Ma che stupiditá! Il mio caro figlio ha vissuto a lungo a Parigi, e poiché lo ritenevano uno dei uomini piú belli della sua epoca, le signore parigine lo chiamavano „il bello impiccato'.
Signore: Dopo esser potut